In questa raccolta di poesie, frutto di alcuni anni di archiviazione del proprio vissuto, Fabiano Bottoni racchiude una serie di “frammenti di vita” miscelati a riflessioni, incontri, storie del quotidiano d’un uomo che vive con una invidiabile passione per la poesia, e il suo sguardo è costantemente attraversato da una visione lirica del dipanarsi dell’esistenza, mai dimenticando che è fondamentale serbare dentro se stessi una profonda sensibilità: necessaria dote per vivere intensamente…
…Intensamente e coraggiosamente, si muove nello spazio e nel tempo, nell’impenetrabile risposta e nei rapimenti dei ricordi, nello “sciamare” veloce dei giorni della vita: seguire la direzione giusta non è impresa facile e sconfiggere la sensazione di vuoto è tremenda tendenza ad una purificazione interiore.
Una volta riconosciuta e avvertita, possono essere eliminati il tragico e le antimonie e, finalmente, lasciarsi andare a quella strana sensazione di piacere, come quando ci si abbandona al sonno in pomeriggi d’estate, si dimenticano le problematiche e nasce il senso di pace, necessario “profumo” per questo viaggio che è la vita.
E la mano tesa, verso un “nuovo raccolto”, come da bene Fabiano Bottoni.
MASSIMO BARILE – Montedit
SOLDATO
Bisbiglia il torrente d’ansare scolpito
lame d’oro feriscono in suo corpo di donna
nel muto biancheggiare del giorno
ritornano i miei passi dal fuoco dell’uomo.
Abbozza un sorriso la rugiada nel verde
che tra un minuto finirà la sua vita
come i figli dell’essenza d’amore
saranno strappati alla loro innocenza.
Folti i pensieri varcano il tempo
tra azzurre figure e grida del cielo
è questo l’incanto per occhi ormai stanchi
straziati dall’odio e dal libero arbitrio.
Volgo lo sguardo alle mani e le scopro diverse
nude di polvere e sangue le sento più mie
lacerato il mio cuore si cerca nel vuoto
perchè la guerra è come una nassa.
LA MIA COLLINA
Portami un fiore
dolce mia vita
regalami un altro sorriso
un respiro
uno sguardo.
Portami un fiore
su questa collina d’erba
e posa la calda tua mano
sulla terra lisciata dal vento.
Portami un fiore
un pò di speranza
l’infinita tua gioia
i tuoi tanti “perchè”.
Portami un sorriso
mia dolce poesia
e veglia sul mio riposo
io non eroe, ma partigiano.